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Le relazioni fusionali

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Le relazioni possono essere definite fusionali quando due persone sono intrecciate e profondamente agganciate l’una all’altra fino a fondersi e a confondere le loro posizioni relazionali (quando la madre diventa amica della figlia) i loro ruoli (quando il padre chiede al figlio di proteggerlo) o le loro identità (quando si ammira un’amica fino a imitarla in modo smisurato).

La frase che riassume al meglio una relazione fusionale è “Ho sempre bisogno di te”.

Le cause possono essere rintracciate nelle tensioni e paure generate da antiche ferite emotive che portano ad aggrapparsi all’altro con l’illusoria speranza di poterle finalmente riparare.

Molte persone descrivono la loro infanzia carente o del tutto assente di una relazione “sufficientemente buona e affidabile con un genitore amorevole”. In questi casi da adulti la fusione  tenta di colmare invano il deficit originario, con l’illusione che questo tipo di relazione sia l’unica possibile.

La relazione fusionale è una forma di dipendenza affettiva che può generare sofferenza per uno o entrambi i partner di fronte la quale è necessario porsi la seguente domanda: «Quale paura mi spinge a voler mantenere l’altro continuamente vicino a me?».

Fermarsi a riflettere è fondamentale per osservare il modo in cui ci poniamo non soltanto di fronte all’altro ma anche come viviamo la nostra individualità. Questo può essere un primo passo per raggiungere una nuova consapevolezza che non può esistere un “noi” senza un “io”.

Le relazioni per essere vive e soddisfacenti possono essere immaginate come una danza nella quale ogni partner è invitato all’incontro intimo che a sua volta esige la conservazione dell’indipendenza da parte di entrambi. Un' armonica alternanza del tempo condiviso con l’altro e il tempo del riposo e della meditazione personale. Tutto questo può essere più chiaro se per un attimo chiudiamo gli occhi e immaginiamo la nostra relazione come un giardino nel quale si possono recare due persone, a volte da sole, a volte insieme, a volte per curarsi del giardino, a volte per riposarsi, ammirare, contemplare, a volte per ritrovarsi, passare del tempo insieme, passeggiare e parlare. Ma queste persone rimangono uniche. Non si confondono né tra di loro, né con il giardino.

I loro movimenti e il loro modo di vedere il giardino sono diversi.

Le relazioni fusionali

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Le relazioni possono essere definite fusionali quando due persone sono intrecciate e profondamente agganciate l’una all’altra fino a fondersi e a confondere le loro posizioni relazionali (quando la madre diventa amica della figlia) i loro ruoli (quando il padre chiede al figlio di proteggerlo) o le loro identità (quando si ammira un’amica fino a imitarla in modo smisurato).

La frase che riassume al meglio una relazione fusionale è “Ho sempre bisogno di te”.

Le cause possono essere rintracciate nelle tensioni e paure generate da antiche ferite emotive che portano ad aggrapparsi all’altro con l’illusoria speranza di poterle finalmente riparare.

Molte persone descrivono la loro infanzia carente o del tutto assente di una relazione “sufficientemente buona e affidabile con un genitore amorevole”. In questi casi da adulti la fusione  tenta di colmare invano il deficit originario, con l’illusione che questo tipo di relazione sia l’unica possibile.

La relazione fusionale è una forma di dipendenza affettiva che può generare sofferenza per uno o entrambi i partner di fronte la quale è necessario porsi la seguente domanda: «Quale paura mi spinge a voler mantenere l’altro continuamente vicino a me?».

Fermarsi a riflettere è fondamentale per osservare il modo in cui ci poniamo non soltanto di fronte all’altro ma anche come viviamo la nostra individualità. Questo può essere un primo passo per raggiungere una nuova consapevolezza che non può esistere un “noi” senza un “io”.

Le relazioni per essere vive e soddisfacenti possono essere immaginate come una danza nella quale ogni partner è invitato all’incontro intimo che a sua volta esige la conservazione dell’indipendenza da parte di entrambi. Un' armonica alternanza del tempo condiviso con l’altro e il tempo del riposo e della meditazione personale. Tutto questo può essere più chiaro se per un attimo chiudiamo gli occhi e immaginiamo la nostra relazione come un giardino nel quale si possono recare due persone, a volte da sole, a volte insieme, a volte per curarsi del giardino, a volte per riposarsi, ammirare, contemplare, a volte per ritrovarsi, passare del tempo insieme, passeggiare e parlare. Ma queste persone rimangono uniche. Non si confondono né tra di loro, né con il giardino.

I loro movimenti e il loro modo di vedere il giardino sono diversi.

Pubblicato il 15/10/2017 alle ore 13:39 da stefanoragazzoni@hotmail.com

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